La carrellata dei tessuti più inusuali e particolari continua, oggi con le fibre di banano.
Dalle foglie e dalla corteccia di banano si riesce a ricavare tessuti resistenti e assorbenti. Gli scarti di banane sono bolliti per produrre fibre di diversa consistenza e morbidezza.
Con le fibre esterne si riesce a produrre un tessuto resistente, simile al cotone, utilizzato soprattutto per le tovaglie.
Le fibre più interne invece sono utilizzate per tessuti più leggeri, come il kimono e il kimishimo.
A quanto pare seta e cotone sono più costosi e di maggior impatto ambientale.
Esiste anche un marchio di intimo uomo australiano, AUSSIEBUM, che ha sfruttato questa fibra per realizzare una nuova linea di intimo.
Il tessuto è lucido, resistente, assorbe l'umidità ed è leggero. Quindi tenacità e resistenza insieme.
Alcune aziende americane si sono specializzate in tappeti e tessuti d'abaca, fibra di banano fatta a mano nelle Filippine.
Gli scarti agricoli e le fibre di banano abbondano nelle Filippine, e il loro utilizzo si è allargato, dal solo utilizzo per zerbini, vengono utilizzati sia nell'arredamento che nell'abbigliamento ecologico.
Se volete dare un occhiata a questo marchio di intimo da uomo, soprattutto per noi donzelle, credo ne valga la pena! www.aussiebum.com
Segnalo inoltre l'utilizzo della buccia di banana in altri ambiti, come per esempio per la pulizia delle scarpe, o per lucidare l'argenteria. Infatti il potassio in essa contenuto riesce a catturare le particelle di sporco!
In Brasile invece si è scoperto che il frullato di bucce di banana permette di purificare l'acqua contaminata da metalli pesanti. Infatti le tecnologie attuali sono costose e utilizzano solventi mentre il filtro di banana è economico e può essere usato molte volte, quindi è un ottimo sostituto!
Inoltre, sempre in Brasile, si è scoperto che dalle banane ed altri frutti tropicali si può ricavare una plastica resistente ed ecologica, che avrà utilizzo in campo automobilistico per i paraurti e cruscotti.
Come sempre, la natura ci da degli strumenti, sta a noi avere la curiosità e la costanza per scoprire come utilizzarli .
mercoledì 19 dicembre 2012
domenica 11 novembre 2012
Ecco a voi...la perla nel tessuto...
Eccoci arrivati ad un'altra nota dolente, come quella del latte.
Esiste un nuovo tessuto ricavato dalle PERLE.
Si, proprio da loro, quelle " strutture sferiche costituite essenzialmente da carbonato di calcio deposto in strati concentrici e prodotta dai tessuti viventi in particolare dal mantello dei molluschi, come le ostriche" ( definizione Wikipedia).
Sembra che questo "innovativo" tessuto di perla, si produca attraverso un processo altamente raffinato. La polvere della nano perla viene filata insieme alla fibra di cellulosa e forma un velo omogeneo sulla superficie della fibra.
Indossare il tessuto di perla, grazie proprio al carbonato di calcio, ci permette di avere un'azione anti UV costante. Essendo la polvere di perla poi distribuita sia all'interno che all'esterno della fibra, il tessuto è morbidissimo, vellutato, e si distingue per il gran nutrimento che da alla pelle ( ma questa cavolo di pelle, non è magari si nutre anche da sola?...),e per la buona gestione dell'umidità.
E quindi...ci risiamo, no?
Ragionando, e chiedendoci come al solito se necessaria, da donna ammetto che potrebbe sembrare appetibile indossare un tessuto così. Poi credo però necessaria una valutazione un pò più profonda, che permetta di far crollare la necessità nelle donne di essere sempre così pateticamente attratte da tutto ciò che richiama morbidezza e raffinatezza.
A parte questa considerazione, immaginiamo ( correttamente ) che per estrarre le perle alle ostriche, beh, esse muoiano ( non sempre, ma comunque vengono poi risfruttate per altre perle, o per i ristoranti, e la è veramente la fine... ).
Quindi, non credo che il mercato delle perle verrà mai meno per l'utilizzo nelle collane, ma perlomeno che allevamenti per ricavare la fibra non prendano troppo piede, o addirittura, vengano eliminati, è una mia speranza.
Quindi, se ci capiterà di trovare questo morbidissimo tessuto con la polvere di perla nei negozi, ricordiamoci che dobbiamo resistere alla tentazione, e acquistare maglioncini eticamente più rispettosi.
La perla serve ai molluschi, non a noi, e soprattuto ricordiamo che loro non muoiono quando se la producono.
A quante informazione siamo soggetti.....Ragioniamo sempre e solo con la nostra testa, ricordiamocelo sempre!
Esiste un nuovo tessuto ricavato dalle PERLE.
Si, proprio da loro, quelle " strutture sferiche costituite essenzialmente da carbonato di calcio deposto in strati concentrici e prodotta dai tessuti viventi in particolare dal mantello dei molluschi, come le ostriche" ( definizione Wikipedia).
Sembra che questo "innovativo" tessuto di perla, si produca attraverso un processo altamente raffinato. La polvere della nano perla viene filata insieme alla fibra di cellulosa e forma un velo omogeneo sulla superficie della fibra.
Indossare il tessuto di perla, grazie proprio al carbonato di calcio, ci permette di avere un'azione anti UV costante. Essendo la polvere di perla poi distribuita sia all'interno che all'esterno della fibra, il tessuto è morbidissimo, vellutato, e si distingue per il gran nutrimento che da alla pelle ( ma questa cavolo di pelle, non è magari si nutre anche da sola?...),e per la buona gestione dell'umidità.
E quindi...ci risiamo, no?
Ragionando, e chiedendoci come al solito se necessaria, da donna ammetto che potrebbe sembrare appetibile indossare un tessuto così. Poi credo però necessaria una valutazione un pò più profonda, che permetta di far crollare la necessità nelle donne di essere sempre così pateticamente attratte da tutto ciò che richiama morbidezza e raffinatezza.
A parte questa considerazione, immaginiamo ( correttamente ) che per estrarre le perle alle ostriche, beh, esse muoiano ( non sempre, ma comunque vengono poi risfruttate per altre perle, o per i ristoranti, e la è veramente la fine... ).
Quindi, non credo che il mercato delle perle verrà mai meno per l'utilizzo nelle collane, ma perlomeno che allevamenti per ricavare la fibra non prendano troppo piede, o addirittura, vengano eliminati, è una mia speranza.
Quindi, se ci capiterà di trovare questo morbidissimo tessuto con la polvere di perla nei negozi, ricordiamoci che dobbiamo resistere alla tentazione, e acquistare maglioncini eticamente più rispettosi.
La perla serve ai molluschi, non a noi, e soprattuto ricordiamo che loro non muoiono quando se la producono.
A quante informazione siamo soggetti.....Ragioniamo sempre e solo con la nostra testa, ricordiamocelo sempre!
mercoledì 24 ottobre 2012
Verde: colore sempre di moda!
Per continuare il discorso fatto nel post precedente, indico altri personaggi "famosi" che hanno preso coscienza adottando metodi ecologici non inquinanti per le loro collezioni o per i loro acquisti.
Stella McCartney ad esempio produce solo abiti non ricavati da prodotti animali e utilizza tessuti riciclabili e derivanti da agricolture biologiche.
Livia Giuggioli, per continuare, moglie di Colin Firth, non fa un passo ormai senza indossare un abito riciclato e totalmente vegetale spesso ideato da Jeff Garner.
In Francia, Isabelle Autissier e Serge Orru, rispettivamente presidentessa e direttore generale di WWF France, hanno lnciato un appello agli stilisti francesi e non solo, richiedendo più rispetto per l'ambiente con l'utilizzo di tutti i materiali per le loro collezioni, dalla creazione dei tessuti al più piccolo particolare dei capi, come ad esempio i bottoni.
Infatti se si considera l'inquinamento prodotto dalle case del fashion, ci sarebbe da mettersi le mani tra i capelli, specie per quel che riguarda l'inquinamento delle acque.
Quindi sembrerebbe che il mondo della moda si stia, seppur lentamente, adeguando alla forza della Natura. Sta ora anche a noi consumatori finali scegliere nel miglior modo possibile, valutando anche queste caratteristiche di un capo, che fino a poco tempo fa magari non ci toccavano. Il mondo ha bisogno di noi, anche col rispetto nei suoi confronti con quello che indossiamo!
Stella McCartney ad esempio produce solo abiti non ricavati da prodotti animali e utilizza tessuti riciclabili e derivanti da agricolture biologiche.

In Francia, Isabelle Autissier e Serge Orru, rispettivamente presidentessa e direttore generale di WWF France, hanno lnciato un appello agli stilisti francesi e non solo, richiedendo più rispetto per l'ambiente con l'utilizzo di tutti i materiali per le loro collezioni, dalla creazione dei tessuti al più piccolo particolare dei capi, come ad esempio i bottoni.
Infatti se si considera l'inquinamento prodotto dalle case del fashion, ci sarebbe da mettersi le mani tra i capelli, specie per quel che riguarda l'inquinamento delle acque.
Quindi sembrerebbe che il mondo della moda si stia, seppur lentamente, adeguando alla forza della Natura. Sta ora anche a noi consumatori finali scegliere nel miglior modo possibile, valutando anche queste caratteristiche di un capo, che fino a poco tempo fa magari non ci toccavano. Il mondo ha bisogno di noi, anche col rispetto nei suoi confronti con quello che indossiamo!
lunedì 8 ottobre 2012
Stile GREEN
E' bello, sempre più bello e rassicurante, pensare che la sensibilità per l'ambiente si sta facendo più forte: da una parte continuiamo a distruggere..... ma dall'altra, molte coscienze si svegliano e si rendono conto di quanto siamo un tutt'uno con il mondo, con gli animali, con le piante, e di quanto comportandoci come dei vandali, veniamo ritenuti ospiti indesiderati.
Facciamo in modo che le coscienze sia del popolo faunistico, che del popolo floristico facciano pace con le nostre, ed imparino ad avere più fiducia nell'essere umano!
Una bella iniziativa è anche quella che sta prendendo piede nella moda.
Jeff Garner, ad esempio, è uno stilista cresciuto in una fattoria nel Tennesse, ed ha cercato fin dagli esordi di trovare un modo alternativo per confezionare abiti nel totale rispetto dell'ambiente.
Personalità come il regista Cameron e sua moglie Suzy credono in lui, ed anche Livia Giuggioli, moglie di Colin Firth, quest'anno ai Golden Globe lanciato l'etichetta dello stesso stilista PROPHETIK, indossando un abito fatto di "seta della pace", cioè con seta proveniente da vermi che non vengono uccisi e tinto con le piante che lo stesso Garner cresce nelle sue terre.
Credo che questo modo di lavorare debba far capire a tutti noi di come nulla è impossibile da attuare, e di come, rendendosi conto di quanto materiale venga sprecato e del livello di inquinamento prodotto dall'industria dell'abbigliamento, si debba aprire gli occhi ed obbligarsi in tutti i modi a rispettare ciò che ci circonda.
Bravo Jeff!
Facciamo in modo che le coscienze sia del popolo faunistico, che del popolo floristico facciano pace con le nostre, ed imparino ad avere più fiducia nell'essere umano!
Una bella iniziativa è anche quella che sta prendendo piede nella moda.
Jeff Garner, ad esempio, è uno stilista cresciuto in una fattoria nel Tennesse, ed ha cercato fin dagli esordi di trovare un modo alternativo per confezionare abiti nel totale rispetto dell'ambiente.
Personalità come il regista Cameron e sua moglie Suzy credono in lui, ed anche Livia Giuggioli, moglie di Colin Firth, quest'anno ai Golden Globe lanciato l'etichetta dello stesso stilista PROPHETIK, indossando un abito fatto di "seta della pace", cioè con seta proveniente da vermi che non vengono uccisi e tinto con le piante che lo stesso Garner cresce nelle sue terre.
Credo che questo modo di lavorare debba far capire a tutti noi di come nulla è impossibile da attuare, e di come, rendendosi conto di quanto materiale venga sprecato e del livello di inquinamento prodotto dall'industria dell'abbigliamento, si debba aprire gli occhi ed obbligarsi in tutti i modi a rispettare ciò che ci circonda.
Bravo Jeff!
lunedì 13 agosto 2012
L'anticellulite...è un tessuto?
Sono un pò scettica, lo ammetto....però, già ne avevo sentito parlare,e nell'ultima edizione della fiera Interfiliere di Parigi ho toccato con mano il tessuto ANTICELLULITE.
Ormai proposto da differenti aziende, NUREL ( azienda spagnola ) lo propone come novarel slim, una microfibra che contiene principi attivi per combattere anticellulite e grassi corporei....
Grazie alla tecnologia della microincapsulazione, con la quale i principi attivi vengono inseriti e rilasciati con frequenza di almeno 100 lavaggi sulla pelle, indossando un capo ci ritroveremo ad avere addosso una combinazione dei migliori principi attivi come la caffeina, il retinolo, le ceramidi, la vitamina E, gli acidi grassi e l'aloe vera.
La caffeina infatti è un ingrediente naturale che attiva la circolazione e distrugge i grassi, presente in moltissime creme contro l'inestetismo della cellulite.
Potrebbe essere anche interessante...Però questo genere di problema potrà essere debellato solo con la costante attività fisica, e un'alimentazione adeguata.
Creme e tessuti comunque possono aiutare, ma di certo solo una vita sana ci farà stare in forma!
Col fatto che siamo sempre più pigri però, cremine e tessutini vengono accolti con grande entusiamo, convinte che senza sforzi otterremo risultati....
Credo che....Andrò a correre....Anzi, oggi no, non per pigrizia, ma per impossibilità fisica...ma tra un pò lo farò di certo...Farà meglio di pomatine e coulotte, al corpo e alla mente....
Ormai proposto da differenti aziende, NUREL ( azienda spagnola ) lo propone come novarel slim, una microfibra che contiene principi attivi per combattere anticellulite e grassi corporei....
Grazie alla tecnologia della microincapsulazione, con la quale i principi attivi vengono inseriti e rilasciati con frequenza di almeno 100 lavaggi sulla pelle, indossando un capo ci ritroveremo ad avere addosso una combinazione dei migliori principi attivi come la caffeina, il retinolo, le ceramidi, la vitamina E, gli acidi grassi e l'aloe vera.
La caffeina infatti è un ingrediente naturale che attiva la circolazione e distrugge i grassi, presente in moltissime creme contro l'inestetismo della cellulite.
Potrebbe essere anche interessante...Però questo genere di problema potrà essere debellato solo con la costante attività fisica, e un'alimentazione adeguata.
Creme e tessuti comunque possono aiutare, ma di certo solo una vita sana ci farà stare in forma!
Col fatto che siamo sempre più pigri però, cremine e tessutini vengono accolti con grande entusiamo, convinte che senza sforzi otterremo risultati....
Credo che....Andrò a correre....Anzi, oggi no, non per pigrizia, ma per impossibilità fisica...ma tra un pò lo farò di certo...Farà meglio di pomatine e coulotte, al corpo e alla mente....
giovedì 19 luglio 2012
Le virtù del MARE
Col mare ho da sempre un rapporto contrastante: mi incuriosisce, ma lo spavento che scatena in me ha sempre superato tutto, quindi l'ho sempre osservato da lontano, molto lontano..con invidia per le persone che riuscivano ad avere un'ottimo legame con lui... Purtroppo, non è mai riuscito a convincermi che posso fidarmi di lui ciecamente...
Ora finalmente però ho imparato a nuotare...e caspita, sono convinta che i nostri rapporti progressivamente miglioreranno! Lo desidero ardentemente, quindi sarà così, e sarà lui stesso ad aiutarmi.
Nonostante il mio osservare in maniera "guardigna" la sua immensità, la sua forza e tenacia, ho sempre approfittato di un prodotto che ci dona con grande altruismo: le ALGHE.
Esse sono veramente un toccasana, per dimagrire, per gli inestetismi della pelle, ma anche in cucina sono una fonte inesauribile di proteine, aminoacidi, vitamine, sali minarali, e si possono considerare tra gli alimenti più completi che la natura ci dona.
Ma non è finita qua: ci possiamo anche vestire con esse.
Udite udite: i tessuti che contengono alghe proteggono dai raggi UV, dai batteri, sono antifiammatori e anticongestionanti, combattono i radicali liberi, tonificano e stimolano la circolazione sanguigna!
In più la pelle risulta idratata perchè assorbe le vitamine e i sali minearli contenuti nella fibra...che dire? Un portento!
Si possono lavare tranquillamente in lavatrice, come il cotone, quindi nessuna particolare precauzione, a parte la consapevolezza che i benefici non dureranno in eterno, ma comunque per parecchi lavaggi!
Chiaramente anche questo è un tessuto che potremmo trovare nell'intimo ( non trovo che in molti approfittino di queste innovazioni..) e nei capi d'abbigliamento sportivo.
Se volete curiosare per saperne di più, consiglio il libro di LUCA FORTUNA "LE ALGHE", e una cappatina nel sito della'zienda toscana FORDIANI, che di tessuti se ne intende!
Ora finalmente però ho imparato a nuotare...e caspita, sono convinta che i nostri rapporti progressivamente miglioreranno! Lo desidero ardentemente, quindi sarà così, e sarà lui stesso ad aiutarmi.
Nonostante il mio osservare in maniera "guardigna" la sua immensità, la sua forza e tenacia, ho sempre approfittato di un prodotto che ci dona con grande altruismo: le ALGHE.
Esse sono veramente un toccasana, per dimagrire, per gli inestetismi della pelle, ma anche in cucina sono una fonte inesauribile di proteine, aminoacidi, vitamine, sali minarali, e si possono considerare tra gli alimenti più completi che la natura ci dona.
Ma non è finita qua: ci possiamo anche vestire con esse.
Udite udite: i tessuti che contengono alghe proteggono dai raggi UV, dai batteri, sono antifiammatori e anticongestionanti, combattono i radicali liberi, tonificano e stimolano la circolazione sanguigna!
In più la pelle risulta idratata perchè assorbe le vitamine e i sali minearli contenuti nella fibra...che dire? Un portento!
Si possono lavare tranquillamente in lavatrice, come il cotone, quindi nessuna particolare precauzione, a parte la consapevolezza che i benefici non dureranno in eterno, ma comunque per parecchi lavaggi!
Chiaramente anche questo è un tessuto che potremmo trovare nell'intimo ( non trovo che in molti approfittino di queste innovazioni..) e nei capi d'abbigliamento sportivo.
Se volete curiosare per saperne di più, consiglio il libro di LUCA FORTUNA "LE ALGHE", e una cappatina nel sito della'zienda toscana FORDIANI, che di tessuti se ne intende!
lunedì 16 luglio 2012
Bere latte o indossarlo? Questo è il dilemma......
Oggi voglio parlare di latte! Quando si pensa al latte si pensa ad un alimento che ricorda l'infanzia, qualcosa di genuino, che fa bene, bianco come la purezza....Beh, ormai nella società questo "mito" è stato abbastanza sfatato....Quasi tutti noi abbiamo sentito mettere in discussione l'importanza del bere latte, e questo perchè se ci si pensa anche in modo superficiale, si arriva subito alla conclusione che siamo l'unico animale che continua nella propria vita a nutrirsi di latte, quando per tutti gli altri non accade...il latte si beve da cuccioli, e solo quello della propria mamma....non è abbastanza innaturale che un essere umano si nutra col latte di una mucca? Cosa diventeremo poi?? Dei giganti?? E ci pensiamo mai alle mucche? Ed ai vitellini? Produrre latte è una macchina crudele...Le mucche per produrre latte devono partorire in continuazione, e i vitellini vengono spesso uccisi per la carne. In più gli allevamenti hanno impatti ambientali devastanti, senza dimenticare il fatto che fa male alla salute perchè per smaltire le proteine animali il nostro organismo sottrae calcio alle ossa.
Ricordiamoci che la maggior fonte di calcio per il nostro corpo è in realtà la verdura, che non ha il colore delle ossa come il latte, ma le aiuta molto ma molto di più!
Lavorando nel settore dell'intimo mi sono ritrovata a scoprire qualche tempo fa il tessuto derivato dalla caseina, sostanza che si ricava durante il ciclo di lavorazione del latte.
Mi sono soffermata per cercare di capire se veramente potrebbe essere una cosa interessante, nonostante la mia avversità nei confronti del liquido bianco incriminato...
Già nell'antichità infatti le donne della nobiltà romana facevano il bagno nel latte, essendo ricco di proprietà benefiche. Oggi si scopre che il tessuto al latte contiene 17 aminoacidi che servono per nutrire e curare la pelle, contiene sostanze che la rendono morbida e liscia, ha proprietà igieniche, visto che il suo potere batteriostatico supera il 99%, è confortevole e permeabile, avendo la capacità di condurre l'umidità.
Per quel che riguarda le caratteristiche visive e tattili della fibra, che da quello che si racconta sembra essere morbidissima, lucente e simile alla seta, io ho qualche perplessità, visto che a mio parere è molto simile ad un cotone lucente, nulla di più...
Mi ritrovo a interrogarmi se è veramente tutto vero....questo latte che dentro fa così male, è possibile che sulla pelle faccia così bene? E se anche così fosse, è necessario? Oggi, nel 2012....è veramente necessario dover utilizzare il tessuto con il latte? Non è comunque già sfruttato all' inverosimile?
Credo che dovremmo veramente riflettere, prima di tutto per le mucche, per i loro piccoli, per il nostro ambiente...e di conseguenza per noi, come popolazione che continua a dipingersi "civilizzata".
Diamo prova che sia veramente così, abituandoci a cambiare le nostre radicate abitudini.
Ricordiamoci che la maggior fonte di calcio per il nostro corpo è in realtà la verdura, che non ha il colore delle ossa come il latte, ma le aiuta molto ma molto di più!
Lavorando nel settore dell'intimo mi sono ritrovata a scoprire qualche tempo fa il tessuto derivato dalla caseina, sostanza che si ricava durante il ciclo di lavorazione del latte.
Mi sono soffermata per cercare di capire se veramente potrebbe essere una cosa interessante, nonostante la mia avversità nei confronti del liquido bianco incriminato...
Già nell'antichità infatti le donne della nobiltà romana facevano il bagno nel latte, essendo ricco di proprietà benefiche. Oggi si scopre che il tessuto al latte contiene 17 aminoacidi che servono per nutrire e curare la pelle, contiene sostanze che la rendono morbida e liscia, ha proprietà igieniche, visto che il suo potere batteriostatico supera il 99%, è confortevole e permeabile, avendo la capacità di condurre l'umidità.
Per quel che riguarda le caratteristiche visive e tattili della fibra, che da quello che si racconta sembra essere morbidissima, lucente e simile alla seta, io ho qualche perplessità, visto che a mio parere è molto simile ad un cotone lucente, nulla di più...
Mi ritrovo a interrogarmi se è veramente tutto vero....questo latte che dentro fa così male, è possibile che sulla pelle faccia così bene? E se anche così fosse, è necessario? Oggi, nel 2012....è veramente necessario dover utilizzare il tessuto con il latte? Non è comunque già sfruttato all' inverosimile?
Credo che dovremmo veramente riflettere, prima di tutto per le mucche, per i loro piccoli, per il nostro ambiente...e di conseguenza per noi, come popolazione che continua a dipingersi "civilizzata".
Diamo prova che sia veramente così, abituandoci a cambiare le nostre radicate abitudini.
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