mercoledì 20 marzo 2013

...Ritroveremo i nostri poteri?

Oggi ho voglia di tergiversare...di mettere da parte i tessuti ecologici e il loro modo di essere rispettosi nel mondo, e di parlare di vita comune.
Alle volte mi focalizzo sulle abitudine quotidiane di molte persone, e noto che mi è molto difficile tacere. Qualche volta lo faccio, ma col caratteraccio che mi ritrovo, fatico...
Penso a come si alimenta la nostra società, la maggior parte perlomeno, abituata a bere coca-cola, caffè a gogò, schifezze chimiche di tutti i generi, e poi?
Poi succede che la conseguenza potrebbe essere una "qualche malattia", un qualche "sintomo"...Che puntualmente DESTABILIZZA, SPAVENTA, e non si collega tutto il comportamento scorretto tenuto fino a prima, con questo risultato.
E si comincia ad avere PAURA.
Prima no, finchè si mangiavano zuccheri raffinati, o proteine animali nutrite con antibiotici, no. Ora che è arrivato il "patatrac", sì.
Non ci rendiamo conto mai di come la malattia è nostra responsabilità, di come siamo noi che allontanandoci sempre più dalla retta via, facciamo in modo che il nostro corpo, e tutti i livelli del nostro essere, ci dicano che stiamo sbagliando qualcosa ( evito di considerare anche l'ambiente inquinato intorno a noi, che so essere causa anch'esso, ma in questo momento mi soffermo su altro).
Allora, perchè invece di apprezzare il fatto che abbiamo questi campanellini d'allarme, ci disperiamo? Perchè non impariamo ad ascoltarli quando sono piccoli? Tendenzialmente attendiamo la sirena, per poi piangerci addosso e definirci "sfigati".
Credo che se cambiasse in ciascuno di noi il modo di porsi nei confronti dei segnali che ci diamo, tutto sarebbe diverso.
Siamo padroni di quello che siamo, di quello che decidiamo, e produciamo la nostra vita, giorno per giorno.
In continuazione diamo ascolto alle pubblicità, diamo ascolto al mondo intorno a noi che ci dice che dopo i 40 anni siamo vecchi, noi donne ai 50 in menopausa dobbiamo avere l'osteoporosi e il bisogno di prendere estrogeni.
E noi ascoltiamo, ci pieghiamo al volere degli altri, senza ragionare e capire che forse tutto ciò è innaturale.
Quante donne che nella loro vita si sono nutrite nella maniera più corretta, evitando latticini, evitando proteine animali, che nella digestione rubano calcio alle stesse ossa,  ora si ritrovano in menopausa con l'osteoporosi? Io non credo molte.
Oltre al fatto che comunque la menopausa è un passaggio della nostra vita, lo dobbiamo accettare come tutti gli altri. Non ci renderà MENO DONNE.
Il concetto che volevo far intendere, che dentro di me risuona forte e chiaro soprattutto in questo periodo della mia vita, è che dovremmo capire che siamo PIU' di quello che pensiamo.
Siamo in grado di esserci utilissimi, indispensabili molte volte, anche da soli.
E il fatto che spesso molte persone si ritrovano a dipendere da altri, da medici, o da qualunque altra persona si pensa essere più preparata di noi stessi, anche per un nonnulla, beh, vorrei dire proprio a queste persone che sarebbe bello se riuscissero a guardarsi dentro, ad ascoltarsi sinceramente.
Troverebbero probabilmente molte risposte chiare, primitive, senza doversi affidare a strumenti a volte inaffidabili.

domenica 20 gennaio 2013

La purezza del fiore di loto

Il fiore di loto è una delle piante acquatiche più belle.
Nella tradizione indiana questo bellissimo fiore è ritenuto sacro. E' sinonimo di bellezza, di prosperità e di fertilità, e si dice che il cuore di ogni essere umano racchiuda in sè lo spirito del sacro loto. Rappresenta l'eternità, il divino, la purezza, la vita, la rigenerazione, la bellezza femminile.
In Birmania da secoli le fibre ricavate dal loto sono utilizzate per la tessituradi stoffe con cui vengono realizzati gli abiti dei monaci buddisti di alto rango, sciarpe da vendere ai pochi turisti che raggiungono i villaggi o per decorare le statue di Budda.
Loro Piana, storica azienda italiana che opera nel settore del lusso con i suoi tessuti pregiati, l'ha "scoperto", ricavandone un nuovo tessuto.

E' stato registrato col nome di "Lotus Flower", e sembra un miscuglio tra il lino e la seta grezza, con trama irregolare, morbido, resistente alle pieghe e molto traspirante.
Il fiore di loto cresce spontanenamente nei laghi birmani, specie nel lago Inle, formando dei meravigliosi giardini galleggianti.



I fiori rosa vengono raccolti da maggio a dicembre e la fibra deve essere filata entro 24 ora dalla raccolta, altrimenti si deteriora.
Il filo che si ottiene unendo 3/5 steli viene lavorato a mano dalle donne del luogo che ottengono 120 grammi di filato al giorno. Per ottenere un metro di questo tessuto occorrono 32000 steli di fior di loto.
Il progetto del Lotus Flower porterà cooperazione con gli Inthi, la popolazione locale, garantendo loro lavoro, speriamo sempre nel rispetto dell'ambiente.
E' interessante sapere anche che, oltre che essere utilizzata come pianta decorativa per specchi d'acqua, e dare vita a pregiati tessuti, il loto è commestibile, in tutte le sue parti ( fiori, foglie, radici e semi).


In Asia foglie e petali vengono mangiati come prelibati piatti. Le radici invece si usano come condimento per zuppe e fritture. Il loto è ricchissimo di vitamine, fibre, fosforo ed è assolutamente privo di grassi.
Ha anche molte proprietà terapiche. Infatti il decotto sia della pianta che delle radici potrà essere utile per diarrea o febbri persistenti, o per catarro, ipertensione e insonnia.
Possiamo affermare che il loto ci ha sorpreso con le sue molteplici qualità? Direi di si!

mercoledì 19 dicembre 2012

banana versatile

La carrellata dei tessuti più inusuali e particolari continua, oggi con le fibre di banano.
Dalle foglie e dalla corteccia di banano si riesce a ricavare tessuti resistenti e assorbenti. Gli scarti di banane sono bolliti per produrre fibre di diversa consistenza e morbidezza.

Con le fibre esterne si riesce a produrre un tessuto resistente, simile al cotone, utilizzato soprattutto per le tovaglie.
Le fibre più interne invece sono utilizzate per tessuti più leggeri, come il kimono e il kimishimo.
A quanto pare seta e cotone sono più costosi e di maggior impatto ambientale.
Esiste anche un marchio di intimo uomo australiano, AUSSIEBUM,  che ha sfruttato questa fibra per realizzare una nuova linea di intimo.

Il tessuto è lucido, resistente, assorbe l'umidità ed è leggero. Quindi tenacità e resistenza insieme.
Alcune aziende americane si sono specializzate in tappeti e tessuti d'abaca, fibra di banano fatta a mano nelle Filippine.
Gli scarti agricoli e le fibre di banano abbondano nelle Filippine, e il loro utilizzo si è allargato, dal solo utilizzo per zerbini, vengono utilizzati sia nell'arredamento che nell'abbigliamento ecologico.
Se volete dare un occhiata a questo marchio di intimo da uomo, soprattutto per noi donzelle, credo ne valga la pena! www.aussiebum.com
Segnalo inoltre l'utilizzo della buccia di banana in altri ambiti, come per esempio per la pulizia delle scarpe, o per lucidare l'argenteria. Infatti il potassio in essa contenuto riesce a catturare le particelle di sporco!
In Brasile invece si è scoperto che il frullato di bucce di banana permette di purificare l'acqua contaminata da metalli pesanti. Infatti le tecnologie attuali sono costose e utilizzano solventi mentre il filtro di banana è economico e può essere usato molte volte, quindi è un ottimo sostituto!
Inoltre, sempre in Brasile, si è scoperto che dalle banane ed altri frutti tropicali si può ricavare una plastica resistente ed ecologica, che avrà utilizzo in campo automobilistico per i paraurti e cruscotti.
Come sempre, la natura ci da degli strumenti, sta a noi avere la curiosità e la costanza per scoprire come utilizzarli .

domenica 11 novembre 2012

Ecco a voi...la perla nel tessuto...

Eccoci arrivati ad un'altra nota dolente, come quella del latte.
Esiste un nuovo tessuto ricavato dalle PERLE.
Si, proprio da loro, quelle " strutture sferiche costituite essenzialmente da carbonato di calcio deposto in strati concentrici e prodotta dai tessuti viventi in particolare dal mantello dei molluschi, come le ostriche" ( definizione Wikipedia).
Sembra che questo "innovativo" tessuto di perla, si produca attraverso un processo altamente raffinato. La polvere della nano perla viene filata insieme alla fibra di cellulosa e forma un velo omogeneo sulla superficie della fibra.
Indossare il tessuto di perla, grazie proprio al carbonato di calcio, ci permette di avere un'azione anti UV costante. Essendo la polvere di perla poi distribuita sia all'interno che all'esterno della fibra, il tessuto è morbidissimo, vellutato, e si distingue per il gran nutrimento che da alla pelle ( ma questa cavolo di pelle, non è magari si nutre anche da sola?...),e per la buona gestione dell'umidità.
E quindi...ci risiamo, no?
Ragionando, e chiedendoci come al solito se necessaria, da donna ammetto che potrebbe sembrare appetibile indossare un tessuto così.  Poi credo però necessaria una valutazione un pò più profonda, che permetta di far crollare la necessità nelle donne di essere sempre così pateticamente attratte da tutto ciò che richiama morbidezza e raffinatezza.
A parte questa considerazione, immaginiamo ( correttamente ) che per estrarre le perle alle ostriche, beh, esse muoiano ( non sempre, ma comunque vengono poi risfruttate per altre perle, o per i ristoranti, e la è veramente la fine... ).
Quindi, non credo che il mercato delle perle verrà mai meno per l'utilizzo nelle collane, ma perlomeno che allevamenti per ricavare la fibra non prendano troppo piede, o addirittura, vengano eliminati, è una mia speranza.
Quindi, se ci capiterà di trovare questo morbidissimo tessuto con la polvere di perla nei negozi, ricordiamoci che dobbiamo resistere alla tentazione, e acquistare maglioncini eticamente più rispettosi.
La perla serve ai molluschi, non a noi, e soprattuto ricordiamo che loro non muoiono quando se la producono.
A quante informazione siamo soggetti.....Ragioniamo sempre e solo con la nostra testa, ricordiamocelo sempre!


mercoledì 24 ottobre 2012

Verde: colore sempre di moda!

Per continuare il discorso fatto nel post precedente, indico altri personaggi "famosi" che hanno preso coscienza adottando metodi ecologici non inquinanti per le loro collezioni o per i loro acquisti.
Stella McCartney ad esempio produce solo abiti non ricavati da prodotti animali e utilizza tessuti riciclabili e derivanti da agricolture biologiche.

Livia Giuggioli, per continuare, moglie di Colin Firth, non fa un passo ormai senza indossare un abito riciclato e totalmente vegetale spesso ideato da Jeff Garner.
In Francia, Isabelle Autissier e Serge Orru, rispettivamente presidentessa e direttore generale di WWF France, hanno lnciato un appello agli stilisti francesi e non solo, richiedendo più rispetto per l'ambiente con l'utilizzo di tutti i materiali per le loro collezioni, dalla creazione dei tessuti al più piccolo particolare dei capi, come ad esempio i bottoni.
Infatti se si considera l'inquinamento prodotto dalle case del fashion, ci sarebbe  da mettersi le mani tra i capelli, specie per quel che riguarda l'inquinamento delle acque.
Quindi sembrerebbe che il mondo della moda si stia, seppur lentamente, adeguando alla forza della Natura. Sta ora anche a noi consumatori finali scegliere nel miglior modo possibile, valutando anche queste caratteristiche di un capo, che fino a poco tempo fa magari non ci toccavano. Il mondo ha bisogno di noi, anche col rispetto nei suoi confronti con quello che indossiamo!

lunedì 8 ottobre 2012

Stile GREEN

E' bello, sempre più bello e rassicurante, pensare che la sensibilità per l'ambiente si sta facendo più forte: da una parte continuiamo a distruggere..... ma dall'altra, molte coscienze si svegliano e si rendono conto di quanto siamo un tutt'uno con il mondo, con gli animali, con le piante, e di quanto comportandoci come dei vandali, veniamo ritenuti ospiti indesiderati.
Facciamo in modo che le coscienze sia del popolo faunistico, che del popolo floristico facciano pace con le nostre, ed imparino ad avere più fiducia nell'essere umano!
Una bella iniziativa è anche quella che sta prendendo piede nella moda.
Jeff Garner, ad esempio, è uno stilista cresciuto in una fattoria nel Tennesse, ed ha cercato fin dagli esordi di trovare un modo alternativo per confezionare abiti nel totale rispetto dell'ambiente.
Personalità come il regista Cameron e sua moglie Suzy credono in lui, ed anche Livia Giuggioli, moglie di Colin Firth, quest'anno ai Golden Globe lanciato l'etichetta dello stesso stilista PROPHETIK, indossando un abito fatto di "seta della pace", cioè con seta proveniente da vermi che non vengono uccisi e tinto con le piante che lo stesso Garner cresce nelle sue terre.
Credo che questo modo di lavorare debba far capire a tutti noi di come nulla è impossibile da attuare, e di come, rendendosi conto di quanto materiale venga sprecato e del livello di inquinamento prodotto dall'industria dell'abbigliamento, si debba aprire gli occhi ed obbligarsi in tutti i modi a rispettare ciò che ci circonda.
Bravo Jeff!

lunedì 13 agosto 2012

L'anticellulite...è un tessuto?

Sono un pò scettica, lo ammetto....però, già ne avevo sentito parlare,e nell'ultima edizione della fiera Interfiliere di Parigi ho toccato con mano il tessuto ANTICELLULITE.
Ormai proposto da differenti aziende, NUREL ( azienda spagnola ) lo propone come novarel slim, una microfibra che contiene principi attivi per combattere anticellulite e grassi corporei....
Grazie alla tecnologia della microincapsulazione, con la quale i principi attivi vengono inseriti e rilasciati con frequenza di almeno 100 lavaggi sulla pelle, indossando un capo ci ritroveremo ad avere addosso una combinazione dei migliori principi attivi come la caffeina, il retinolo, le ceramidi, la vitamina E, gli acidi grassi  e l'aloe vera.
La caffeina infatti è un ingrediente naturale che attiva la circolazione e distrugge i grassi, presente in moltissime creme contro l'inestetismo della cellulite.
Potrebbe essere anche interessante...Però questo genere di problema potrà essere debellato solo con la costante attività fisica, e un'alimentazione adeguata.
Creme e tessuti comunque possono aiutare, ma di certo solo una vita sana ci farà stare in forma!
Col fatto che siamo sempre più pigri però, cremine e tessutini vengono accolti con grande entusiamo, convinte che senza sforzi otterremo risultati....
Credo che....Andrò a correre....Anzi, oggi no, non per pigrizia, ma per impossibilità fisica...ma tra un pò lo farò di certo...Farà meglio di pomatine e coulotte, al corpo e alla mente....